Come veniva suonata la musica nei secoli XVIII e XIX? Possiamo riscoprire modi di espressione che sono stati persi nel ventesimo secolo?
Per cercare di rispondere a queste domande, nel 2017 a Berlino nasce l’Ensemble Tamuz per volontà di un gruppo di giovani musicisti desiderosi di sperimentare la musica da camera classica e romantica in un modo radicalmente diverso, sviluppando un linguaggio comune basato su un approccio storicamente informato.
Ispirato dai salotti del diciannovesimo secolo, l’Ensemble desidera creare esperienze concertistiche intime, in cui la comunicazione diretta con il pubblico è un elemento centrale. Amano parlare della musica che suonano sedendo in cerchio con i loro ascoltatori, in modo informale.
L’ensemble esegue un ampio repertorio, composto da pezzi molto diversi tra loro: L’Arte della Fuga di Bach, i Quintetti per archi di Schubert, Onslow e Boccherini, ma anche arrangiamenti di Lieder di Beethoven o Fanny Mendelssohn e arie di Mozart.
La loro aspirazione è quella di riportare in scena opere dimenticate o compositori trascurati e di gettare nuova luce su ciascuno dei pezzi che eseguono, anche grazie alla collaborazione con cantanti e altri strumentisti.


