Ci sono opere molto note, entrate a pieno titolo nel repertorio, e altre che attendono solo di essere riascoltate.
Il Quintetto op. 69 di Mario Castelnuovo-Tedesco è una di queste. Il Quartetto Adorno e Alessandro Marangoni, protagonisti della recente incisione discografica dell’opera, lo accostano al celebre Quintetto op. 34 di Brahms, al quale il compositore fiorentino guardò per dare vita a una pagina di sorprendente originalità.
«È musica di una ricchezza incredibile: una scoperta continua che affascina e non stanca mai», raccontano gli interpreti. Ed è proprio questo spirito di scoperta il filo conduttore del concerto: da una parte il capolavoro di Brahms, dall’altra un’opera che ne raccoglie l’eredità con una voce personale, luminosa e schiettamente italiana.
«Questa musica – aggiungono gli interpreti – è una gioia per chi la suona» e conquista anche chi l’ascolta, fin dal primo incontro.



