Il progetto “Beethoven e l’Egitto”, ideato e proposto da Unione Musicale ed EstOvest Festival in occasione dei duecento anni del Museo Egizio di Torino, è costruito su un asse temporale che va dal 1824, anno della fondazione del Museo, all’oggi, il 2024.
Questi sono i riferimenti cronologici messi in evidenza dal programma musicale che, in un gioco di alternanze tra passato e presente, mette “allo specchio” e interseca tra loro una composizione tra le più significative della produzione di Ludwig van Beethoven, il Quartetto op. 127 scritto proprio nel 1824, e il nuovo lavoro Ramses Rock commissionato per l’occasione Francesco Antonioni che si è ispirato ai tesori senza tempo del Museo Egizio.




