Cari King’s Singers che bello ascoltarvi nuovamente a Torino!
Citando una delle canzoni che eseguite spesso, vi chiediamo: “What Kind of Things do the King’s Singers sing (in Turin)?”
Ah ah, molto bene! A Torino eseguiremo Live in Concert, un programma davvero speciale. È una sequenza di “scene musicali” che ci portano in luoghi specifici del mondo. Ci sono “canti da bevuta” europei (di Henry Purcell, Hans Leo Hassler e Alonso de la Plaja), ci sono chansons romantiche francesi sul tema della natura (di Ravel e Saint-Saëns), ma il fulcro del programma è Scenes in America Deserta, un’opera contemporanea straordinaria commissionata dal nostro gruppo al compositore John McCabe, che è una rappresentazione musicale del paesaggio desertico californiano.
Alla fine, naturalmente, proporremo una selezione dei nostri brani pop, jazz e folk preferiti, nei nostri arrangiamenti più caratteristici!
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A Torino canterete alcuni brani tratti dal vostro nuovo album Such Stuff as Dreams are Made On?
Sì, certo! Una delle parti più importanti di Such Stuff as Dreams are Made On è il ciclo delle Trois Chansons di Maurice Ravel, l’unica opera che ha composto per coro a cappella: è una pagina piena di dramma, divertimento, comicità e mistero. I tre movimenti di cui è composta ci permettono di usare tutta la nostra tavolozza espressiva.
I King’s Singers hanno un repertorio straordinariamente ampio, che spazia dal gregoriano alle canzoni pop. C’è qualcosa che considerate non adatto all’ensemble?
Non vorremmo mai escludere a priori un genere musicale — anche perché le future generazioni dei King’s Singers potrebbero un giorno essere più coraggiose di noi, e non vogliamo pregiudicare le loro scelte artistiche!
Un’area che finora non è entrata nella nostra biblioteca musicale è l’hip hop e il rap. È piuttosto difficile immaginare come potrebbe funzionare per noi, ma sono sicuro che, con la giusta immaginazione e maestria da parte di un grande arrangiatore (e forse con una formazione dei King’s Singers un po’ più “cool” di quella attuale!), in qualche modo potrebbe diventare possibile.
Dopo più di cinquant’anni di vita del gruppo, ovviamente i membri sono cambiati molte volte, e anche il pubblico si è rinnovato. Come riuscite a coinvolgere le nuove generazioni? E come adattate il vostro repertorio ai gusti che cambiano?
È una sfida che riguarda tutti gli artisti, in una certa misura. Noi abbiamo la fortuna che una parte del nostro repertorio comprende canzoni pop contemporanee, quindi man mano che il mondo della musica e della cultura cambia, anche la nostra biblioteca si espande e si evolve naturalmente. È stato così per tutta la nostra storia.
Negli anni iniziali avevamo arrangiamenti di Beatles e Beach Boys; qualche decennio dopo sono arrivati Billy Joel e Phil Collins; e oggi abbiamo arrangiamenti di Ed Sheeran, James Blake, Laura Mvula e Billie Eilish. Questa evoluzione avviene in modo naturale e, auspicabilmente, serve anche come porta d’ingresso per i nuovi fan, che così possono esplorare anche le parti più antiche e classiche del nostro repertorio.
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In un mondo in cui sembrano nascere nuovi conflitti ogni giorno e il dialogo è sempre più difficile, i King’s Singers continuano a dimostrare che può esistere un’armonia perfetta tra voci diverse, senza rinunciare all’individualità. Possiamo dire che il mondo ha bisogno di più polifonia?
Certamente! Il mondo ha bisogno di più armonia, polifonia, omofonia, contrappunto: tutte queste forme musicali. Persone che lavorano insieme per creare qualcosa di bello, animate da uno scopo comune: è qualcosa di magico e rappresenta la base di una società che funziona bene.
Abbiamo fondato la nostra organizzazione benefica, The King’s Singers Global Foundation proprio per incoraggiare tutto ciò: la Fondazione porta bellezza nel mondo sia in senso letterale (commissionando nuova musica) sia aiutando i giovani gruppi corali a sviluppare le proprie capacità, lavorare insieme in squadra e, così facendo, contribuire a migliorare – anche solo un po’ – il mondo che li circonda.
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Intervista raccolta da Liana Puschel per l’Unione Musicale


