Intervista ai fiati dell’Orchestra Theresia

Ci raccontate come è nato il progetto Orchestra Theresia?

«Fondata nel 2012 su impulso di un gruppo di mecenati, l’Orchestra riunisce al suo interno musicisti under 28 specializzati in prassi esecutiva storicamente informata e provenienti dalle principali istituzioni accademiche di musica di tutta Europa. Contemporaneamente centro di produzione musicale e progetto educativo per giovani professionisti, Theresia vuole rispondere principalmente a due necessità: quella di avere più cultura nella nostra società, restituendo la bellezza del repertorio classico su strumenti originali, e quella di creare nuovi spazi di espressione per giovani musicisti professionisti, promuovendo la crescita professionale, creando nuove opportunità di alta formazione, di esibizioni in contesti prestigiosi e di approfondimento delle conoscenze nell’ambito professionale e artistico.
L’Orchestra Theresia è ad oggi l’unica orchestra giovanile internazionale che si dedica espressamente al repertorio classico su strumenti d’epoca ed è una delle principali orchestre europee co-finanziate dal programma Creative Europe».

In che modo vi sostenete e che rapporto mantenete con i vostri mecenati?

«La sostenibilità di Theresia è assicurata grazie a una combinazione virtuosa di varie fonti economiche: Theresia è un progetto filantropico della Fondazione ICONS di Lodi, che sostiene il progetto di alto perfezionamento artistico attraverso l’erogazione di borse di studio annuali ai giovani musicisti dell’Orchestra e si occupa della sua struttura artistica e organizzativa.
Per quanto riguarda i fondi pubblici, nel 2022 Theresia Orchestra è entrata nel gruppo delle principali orchestre giovanili europee co-finanziate dal programma Creative Europe, insieme alla European Union Youth Orchestra e pochi altri progetti formativi per giovani musicisti.
Si aggiungono naturalmente le entrate legate alle esibizioni di Theresia: i ricavi vengono reinvestiti sulle attività di formazione dell’orchestra. Inoltre, l’Orchestra si appoggia occasionalmente e per alcuni progetti specifici su risorse finanziarie provenienti dall’ampio ventaglio delle sponsorships: istituzioni pubbliche e private, contributi di enti locali e regionali, mecenatismo privato e crowdfunding».

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Come vengono selezionati i giovani musicisti che ne fanno parte?

«I giovani musicisti che entrano a far parte di Theresia Orchestra vengono selezionati tramite un processo strutturato di audizioni, organizzato ogni anno presso istituzioni di formazione e conservatori come, per esempio, l’Università Mozarteum di Salisburgo in Austria. A seguito di una preselezione su base di registrazioni video, Theresia invita una trentina di candidati a partecipare alle audizioni in presenza che si svolgono in forma di laboratorio di musica da camera. In questo modo, i candidati interagiscono e suonano con altri candidati in un processo che può essere assimilato a una vera masterclass sotto la giuria costituita dai massimi esperti nel campo: tutti i partecipanti ne traggono un beneficio formativo diretto anche qualora non venissero poi selezionati per fare parte dell’orchestra. Inoltre, il processo di selezione comprende un’intervista motivazionale individuale. Cerchiamo di avere un’immagine completa e valorizzare, oltre alle capacità tecniche strumentali, anche l’abilità di suonare in gruppo, di interagire con gli altri e l’approccio musicale complessivo».

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Che significato ha per voi la scelta di utilizzare strumenti originali?

«La missione di Theresia Orchestra è di valorizzare il patrimonio musicale delle composizioni scritte nel periodo classico (1770-1810), repertorio raramente affrontato su strumenti originali, per restituirne la bellezza seguendo la prassi esecutiva di fine Settecento.
Theresia ha inoltre identificato un bisogno reale che emerge dai musicisti stessi, ovvero poter fare pratica orchestrale sul repertorio classico con strumenti storici in modo strutturato e non episodico, estendendo le loro competenze musicali teoriche e pratiche anche a quel repertorio».

Da quale esigenza è partita l’idea di costituire un ensemble di soli fiati?

«L’idea di costituire un ensemble di soli fiati all’interno di Theresia Orchestra nasce dall’esigenza di valorizzare il repertorio della Harmoniemusik, una tradizione musicale che, tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, ha dato vita a composizioni originali e a raffinati arrangiamenti di opere celebri. Questi arrangiamenti permettevano alla nobiltà di risentire le grandi opere musicali nei propri saloni, in un’epoca in cui non esisteva ancora alcuna possibilità di registrazione o trasmissione radiofonica. Rivivere questa prassi storica significa non solo riscoprire un repertorio affascinante, ma anche restituire ai fiati quel ruolo fondamentale che ricoprivano nell’orchestra dell’epoca.
Inoltre, il progetto ha un’importante finalità formativa: lavorare in un organico cameristico grande offre ai musicisti l’opportunità di affinare le proprie competenze nell’interazione musicale, sviluppando una maggiore consapevolezza del suono d’insieme e del dialogo tra strumenti. Un’esperienza di questo tipo, arricchita dalla possibilità di esibirsi in contesti prestigiosi, rappresenta un’opportunità altamente professionalizzante. Inoltre, suonare insieme in un gruppo di soli fiati ha un impatto positivo anche sul lavoro orchestrale: l’affiatamento e la qualità dell’insieme raggiunti in questo contesto si riflettono nel lavoro sul repertorio sinfonico con l’orchestra intera di Theresia».

Nel programma del concerto di Torino, accanto a Mozart incuriosiscono autori come Triebensee e Myslivecek: tra gli obiettivi di questo progetto c’è anche quello di riscoprire autori del periodo classico meno noti?

«Assolutamente sì! Ci sono tantissime gemme nascoste che sono poco conosciute, non per ragioni di qualità musicale ma per motivi legati alle circostanze storiche e sociali. La scarsa diffusione di alcune opere può essere dovuta a diversi fattori: la mancanza di opportunità per pubblicare i propri lavori, la scelta di farli circolare sotto altri nomi per favorirne la diffusione in determinati ambienti, o persino questioni geografiche ed economiche che hanno limitato la notorietà di alcuni compositori.
Un esempio emblematico è Joseph Martin Kraus (1756-1792), contemporaneo di Mozart, che visse e lavorò in Svezia, dove fu attivo alla corte di Gustavo III. Benché sia spesso chiamato “il Mozart svedese” per la qualità e l’originalità della sua musica, la sua opera è decisamente meno nota rispetto a quella di Mozart.
Lo scopo di Theresia è quello di valorizzare il repertorio orchestrale classico su strumenti storici, includendo naturalmente i grandi capolavori che continuano a essere fondamentali sia per il pubblico sia per la formazione dei giovani musicisti. Allo stesso tempo, il progetto si propone di mostrare la ricchezza e la diversità di questo repertorio, riscoprendo e dando nuova luce a compositori meno conosciuti ma di grande valore artistico, come Triebensee e Mysliveček».

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Quali opportunità si aprono per i musicisti che hanno partecipato al vostro progetto?

«Il percorso formativo di Theresia va ben oltre l’opportunità di fare una prima esperienza professionale orchestrale indipendente dall’istituto di formazione. È anche un momento importante di scambio e di confronto: abbiamo avuto musicisti di 29 nazionalità diverse, provenienti da istituzioni musicali di tutta Europa. Questo permette di creare una rete relazionale e di entrare nel mondo professionale grazie alle opportunità di esibizione in contesti prestigiosi, acquisendo competenze specifiche legate al repertorio classico. La partecipazione al ciclo formativo di Theresia permette inoltre di completare e rinforzare il proprio profilo professionale con un vasto ventaglio di competenze musicali e extramusicali, utili per la carriera musicale, grazie ad alcuni corsi online sviluppati da Fondazione ICONS sulla base delle necessità espresse dai musicisti per facilitare ulteriormente l’inizio della carriera professionale. Infine, Theresia sviluppa anche un programma di Ambassadorship che ha lo scopo di assistere in modo individuale e strutturato 3 musicisti all’anno nei loro progetti musicali personali, con lo scopo di diffondere la musica classica e gli strumenti storici nei loro paesi; un’opportunità concreta per costruire e rafforzare una rete professionale locale nel rispettivo paese».

Nella loro formazione, quale valore aggiunto rappresentano lo studio e l’esecuzione del repertorio classico?

«I membri di Theresia Orchestra hanno tutti seguito un percorso di studio specialistico per le esecuzioni su strumenti storici, si tratta del loro ambito professionale principale su cui concentrano le loro attività musicali. Grazie a questa opportunità, acquisiscono una conoscenza approfondita degli strumenti usati specificamente per queste opere musicali, costruendo una maggiore consapevolezza del repertorio classico nonché del contesto storico e musicale delle opere eseguite e migliorando la loro esecuzione».

 

 

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