Maestro Taylor, cosa la affascina di più del tuo strumento, il clavicembalo?
Quello che amo del clavicembalo è la sensazione di intimità che si ha con lo strumento. Sotto le dita, senti il plettro che pizzica la corda ed è come se stessi toccando tu stesso le corde. È questa sensualità che mi piace davvero molto nel clavicembalo!
A Torino, suonerà un concerto quasi interamente dedicato a Bach – ispirato al tuo recente album “Bach e Italia” – con pezzi influenzati dalla musica italiana. Quali caratteristiche della musica italiana interessavano di più a Bach? Perché fu così “impressionato” dalla musica di compositori come Vivaldi?
Bach fu così colpito dalla musica di Vivaldi che ne fece trascrizioni per clavicembalo solo. Credo che il virtuosismo, il lirismo e l’entusiasmo italiano abbiano davvero influenzato il suo stile. Inoltre, più di 20 anni dopo questo “incontro” con la musica di Vivaldi, scrisse il famoso Concerto italiano che riprende le forme di Vivaldi!
Nelle trascrizioni dei concerti c’è la volontà da parte di Bach di imitare le voci di altri strumenti, come il violino o l’oboe?
Assolutamente. È anche affascinante vedere l’ornamentazione che Bach aggiunge agli originali di Vivaldi o Marcello. È una fonte importante di ornamentazione italiana. Pur senza essere mai stato in Italia, l’ornamentazione utilizzata da Bach è più veneziana di quella degli stessi veneziani!
Negli ultimi anni, per l’etichetta Alpha, ha dedicato dischi a “dinastie” di compositori (i Rameau, i Francoeur, i Forqueray): può anticiparci se proseguirà con questo tipo di esplorazione musicale?
Per la verità dipende dai compositori! Per le famiglie Rameau, Francoeur o Forqueray l’esplorazione musicale della dinastia mi sembrava molto pertinente. Ma ho appena registrato un album dedicato a Chopin, e questa volta non si tratta di “questioni di famiglia”! Ciò che mi interessa in queste dinastie di compositori è l’influenza reciproca che ogni membro della famiglia esercita sugli altri. Cosa che getta una nuova luce sulla loro musica.
Intervista raccolta da Liana Puschel per l’Unione Musicale


