Intervista esclusiva ad Elia Cecino

Maestro, come si è avvicinato al pianoforte? Era uno strumento che la incuriosiva e interessava ancora prima di iniziare a studiarlo?

 

Da bambino mi sono state proposte varie attività extra-scolastiche tra cui, all’età di 9 anni, la musica, ma senza particolari aspettative o obiettivi. Nel pianoforte ho trovato una gratificazione particolare, probabilmente l’imponenza dello strumento mi dava sicurezza e l’ingegnosità della meccanica mi incuriosiva. 

 

Scopri i concerti della serie Didomenica

 

Per presentarsi, nel suo sito web, cita una frase del pianista e docente Heinrich Neuhaus che incita l’interprete a “indurre l’ascoltatore a emozionarsi intensamente”. Questo scopo si ottiene in modo istintivo oppure con una preparazione e un esercizio precisi?

 

L’interprete riesce ad emozionare il pubblico solo se a sua volta la musica lo emoziona. 

La capacità del musicista di plasmarsi alle situazioni che è chiamato a vivere determina la possibilità di creare estemporaneamente un’interpretazione sempre autentica, guidata dall’istinto e dal contesto.

Tuttavia, credo sia fondamentale curare la preparazione con un’accurata analisi in fase di studio, solo con la piena coscienza dell’armonia e della struttura di un’opera l’interprete è in grado di dare coerenza tra il testo e le sensazioni che essa gli trasmette, di filtrarne il contenuto con la propria sensibilità.

Penso che interiorizzando il contenuto di un’opera in questo modo, si riesca a trovare un equilibrio tra l’aspetto meccanico, talvolta virtuosistico, e quello emozionale, equilibrio che garantisce all’interprete di stabilire un dialogo con l’ascoltatore.


A Torino proporrà due brani di Chopin, un autore che ha incluso nelle sue due incisioni e che gli è valso un riconoscimento speciale all’Iturbi International Piano Competition 2023 di Valencia (“Miglior interpretazione di Chopin”). Sente una particolare sintonia con la musica di questo compositore?

 

Chopin mi ha accompagnato nella crescita ed è stato fondamentale per lo sviluppo dell’approccio al pianoforte. È un autore che suono con piacere, ma negli ultimi anni ho sviluppato interesse sempre maggiore per la musica tedesca, da Beethoven al Romanticismo di Schumann e Brahms e ultimamente mi sono dedicato a due progetti monografici che usciranno nel corso del 2025.

 

Scopri di più sul concerto di Elia Cecino


Nel recital torinese, come si rapportano i due brani di Mozart con quelli dei tre grandi maestri del Romanticismo, Mendelssohn, Liszt e Chopin?

Il programma è stato strutturato con pezzi di breve durata e contrastanti in quanto ad atmosfera, per favorire la curiosità nel pubblico. L’elemento sorpresa è garantito già tra le due opere mozartiane in apertura: il Mozart luminoso e gioioso della Sonata in do maggiore K. 330 e l’enigmatica Fantasia in re minore K. 397. Mendelssohn con le sue Variations sérieuses in re minore op. 54 rievoca l’atmosfera cupa della Fantasia mozartiana ma da essa prende le distanze per lo spiccato virtuosismo di cui pervade la sua composizione. Dal Romanticismo strutturato delle Variazioni, si prosegue con i Sonetti del Petrarca di Liszt che rappresentano invece un Romanticismo più indefinito, con turbolenti cambi d’umore, in cui ad attimi di slancio appassionato si alternano lunghe sezioni di declamazione.
Per finire proporrò uno Chopin epico e struggente con l’Improvviso op. 36  e la Polacca op. 44.

I prossimi concerti dell’Unione Musicale

 

Intervista raccolta da Liana Püschel per l’Unione Musicale

Potrebbero interessarti anche