Intervista esclusiva al Quartetto Eos

Da dove deriva il nome del vostro Quartetto e perché lo avete scelto?

Il nome “Eos” si ispira alla divinità dell’aurora nella mitologia greca e rappresenta simbolicamente l’idea di un nuovo inizio, di una luce che si rinnova ogni giorno, proprio come il nostro approccio alla musica da camera.
Inoltre il Quartetto op. 76 n. 4 di Haydn, denominato l’Aurora, è il primo brano che abbiamo lavorato ed eseguito in concerto.

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Il vostro ensemble si è formato quasi 10 anni fa al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e ha già vinto premi prestigiosi (tra tutti ricordiamo il Premio Farulli della Critica Musicale Italiana). Quali sono i momenti salienti nel vostro percorso di formazione?

Il nostro percorso è stato segnato da esperienze che ci hanno arricchito artisticamente e umanamente. I momenti fondamentali sono stati la vittoria del Premio Farulli, il primo premio all’Orpheus Internation Chamber Music Competition di Zurigo che ci ha permesso di portare per la prima volta la nostra musica all’estero, le fasi finali del Concorso di Ginevra ed il Premio Speciale al Concorso Borciani di Reggio Emilia. Un altro punto di svolta è stato lo studio e la condivisione del palcoscenico con maestri di riferimento nel panorama internazionale della musica da camera.

Progetti per il futuro?

Stiamo ultimando la registrazione dell’integrale della musica da camera di Giovanni Sgambati per l’etichetta Tactus. Oltre alle incisioni continuiamo l’attività concertistica costante che ci porterà nelle prossime settimane in Serbia e a Cipro.

I prossimi concerti dell’Unione Musicale

 

A Torino eseguirete il Quartetto “Allegro” di Filippo Del Corno, scritto nel 2023, brano che viene eseguito per la prima volta all’Unione Musicale. Quali sono le caratteristiche principali di questo brano? Perché lo avete inserito nel vostro repertorio?

“Allegro” di Filippo Del Corno è un brano che colpisce per la sua energia ritmica e struttura chiara, oltre che per la capacità di creare un dialogo continuo tra le voci del quartetto. I contrasti dinamici sfruttano costantemente le possibilità timbriche degli strumenti, alternando senza transizioni sezioni cantabili a soggetti di fuga nello stile del canone, ritmi marcati e colpi d’arco elaborati di grande effetto. Abbiamo scelto di inserirlo nel programma da concerto perché rispecchia la nostra volontà di esplorare la musica contemporanea portando al pubblico opere che meritano di essere conosciute e valorizzate.

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Intervista raccolta da Laura Brucalassi per l’Unione Musicale

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