Intervista esclusiva a
Daniele Di Gregorio

Maestro, ha dichiarato che la marimba è il suo strumento prediletto, vuole spiegarci perché?

La marimba è arrivata tardi nel mio percorso di formazione che, come succede di solito a molti percussionisti, è iniziato con la batteria. In Conservatorio, dove ho studiato e mi sono diplomato negli anni Settanta, c’era anche un vecchio vibrafono nel quale, insieme all’approfondimento del pianoforte complementare, ho trovato un ponte comunicante con armonia, melodia e ritmo.
La marimba è arrivata dopo, quando iniziai la collaborazione con il maestro Giorgio Gaslini; lui scriveva arrangiamenti e composizioni ricche di percussioni e il mio set era comprensivo di marimba, vibrafono, xilofono e percussioni. A differenza del vibrafono che è di metallo, la marimba è di legno e mi ha fin da subito attratto maggiormente, forse perché in quegli anni, e ancora di più oggi, era uno strumento meno esplorato e, a mio parere, con svariate possibilità espressive: è meno ancorata al mondo del jazz ed è uno strumento “libero” e tribale, etnico e misterioso.

Nel concerto per l’Unione Musicale, oltre alla marimba è previsto il computer: come dialogano i due “strumenti”?

Mi è piaciuta l’idea di “dialogare” con uno strumento pre-programmato, freddo; il mondo dell’elettronica mi ha sempre attratto e chi meglio di un computer poteva aiutarmi in questo? La sfida è mettere in contatto il calore del legno, con la sua storia e il suo mondo ricco di dinamiche espressive, con un piccolo computer, dove tutto è già scritto, pensato e programmato.

Scopri i concerti della serie Discovery

Per le sue composizioni utilizza l’Intelligenza Artificiale?

Sull’Intelligenza Artificiale ci sarebbe molto da dire, ma non sono un esperto; penso che il suo utilizzo, soprattutto in campo scientifico, medico e sperimentale, potrebbe apportare miglioramenti e scoperte importanti per l’umanità ma in ambito artistico la vieterei a priori, totalmente.

Ci può descrivere le caratteristiche principali del suo “mondo sonoro”?

Il mio mondo sonoro è il “raccolto” di tanti anni di studi, è un piccolo racconto del mio passato e del mio quotidiano: un insieme di spunti, alle volte confusi alle volte più chiari, riordinate e ricostruite, in un percorso fatto di esercizi, composizioni e idee sonore. Il mio mondo sonoro, come sicuramente lo sarà per altri mille artisti, è l’insieme di molti piccoli “micro mondi” sonori.

Scopri i prossimi concerti dell’Unione Musicale

Il suo repertorio è molto vasto, spaziando dal jazz al pop: nel dettaglio cosa proporrà al pubblico di Torino?

Per questo progetto solitamente scrivo e utilizzo molte sequenze elettroniche, ma per il concerto torinese ho invece cercato e voluto un colore più acustico: oltre a composizioni per marimba sola ci saranno brani scritti per duo e trio e rielaborati, brani inediti e standard jazz. Cercherò soprattutto di mettere in evidenza le caratteristiche espressive della marimba, uno strumento bello, affascinante e per molte persone ancora poco conosciuto.

Intervista raccolta da Liana Puschel per l’Unione Musicale

Vai al concerto

Potrebbero interessarti anche